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PIDOCCHI (Aphididae)
Gli afidi sono insetti della famiglia dei Rincoti, conosciuti come "pidocchi delle piante", infestano quasi tutte le
piante ornamentali, sia da interno che da esterno, oltre che le colture di interesse agrario. Gli adulti, lunghi da uno
a quattro millimetri, sono ricoperti da un sottile tegumento di colore giallo chiaro o verde, o grigio, o nero. Alcune
forme sono alate per cui possono migrare da una pianta all'altra, raggiungendo nuovi ospiti vegetali fino a centinaia di
chilometri di distanza. Le forme non alate (attere) invece, dopo avere perso le ali, concentrano tutte le loro risorse
nella riproduzione, dando cosi vita in breve tempo a colonie affollatissime.
Hanno un apparato boccale perforante-succhiatore con il quale si nutrono della linfa delle piante; contemporaneamente
immettono nei tessuti vegetali due tipi di saliva: una che contiene sostanze coagulanti che isolano gli stiletti boccali
dai vegetali e l'altra, ricca di enzimi, tra i quali c'e un ormone che stimola la crescita dei tessuti verdi, inducendo
cosi la formazione di iperplasie (galle e pseudogalle) che servono a proteggere le colonie e a fornire nutrimento.
La linfa di cui gli Acari si nutrono e ricchissima di zuccheri, il surplus viene espulso sotto forma di melata,
imbrattando cosi i vegetali di gocce zuccherine. Si sviluppano cosi dei funghi saprofiti a micelio scuro, le cosiddette
"fumaggini" che possono ostacolare l'attivita fotosintetica della pianta e deprezzare commercialmente i frutti.
Nel corso dell'evoluzione si e poi instaurata tra afidi e formiche una vera e propria simbiosi mutualistica, che per
molti aspetti e simile all'allevamento degli animali domestici da parte dell'uomo. Infatti gli afidi forniscono la melata
di cui le formiche sono ghiottissime e queste in cambio "curano il bestiame" trasportando i vari individui su teneri
germogli e difendendoli dai predatori, anche se moltissime specie di afidi sono in grado di difendersi da soli. Infatti,
da un particolare organo detto "sifone" posto nell'addome, vengono emesse delle sostanze cerose che a contatto con l'aria
solidificano intrappolando cosi il predatore. In caso di pericolo sono anche in grado di emettere un feromone d'allarme
che induce alla fuga i membri della colonia. Gli afidi oltre a provocare danni diretti con la sottrazione della linfa
e con l'emissione di saliva che provoca alterazioni fisiologiche, producono gravi danni indiretti in quanto sono capaci
di trasmettere moltissimi virus nutrendosi di piante infette prima e passando poi a quelle sane.
Gli Afidi hanno un grande successo evolutivo grazie alla formidabile capacita riproduttiva e a tutta una serie di astute
strategie, come ad esempio la viviparita e la partenogenesi che consentono il cosiddetto "inscatolamento delle
generazioni" per cui una femmina ha al suo interno figlie gia formate che ancor prima di nascere contengono a loro volta
altri embrioni in via di sviluppo. Le neanidi appena partorite si possono nutrire immediatamente; crescono rapidamente
e nel giro di una settimana, dopo quattro mite, raggiungono lo stadio adulto. Inoltre le femmine possono partorire da
tre a sei neanidi al giorno per diverse settimane.
Nei climi temperati prevalgono i cicli con la sola riproduzione partenogenetica (le uova sono fertili anche se non
e avvenuto l'accoppiamento tra individui di sesso diverso), mentre in quelli freddi prima della stagione sfavorevole
avvengono gli accoppiamenti e vengono deposte uova durevoli, in grado di resistere alle condizioni climatiche avverse.
Gli Afidi hanno grande capacita di adattamento, specie nei climi temperati. Le piante possono essere attaccate da specie
diverse, piu o meno frequenti e pericolose, olifaghe o polifaghe (che si nutrono di poche specie o di molte), in grado
spesso di diventare resistenti agli insetticidi. Per fortuna questi fitofagi hanno numerosi nemici naturali ed e
proprio su questi antagonisti che si fa affidamento per contenere le infestazioni al di sotto della soglia di danno
economico nei programmi di lotta biologica.
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